Terra di Marsala e Grillo
Tra saline, vigneti ad alberello e un mare che si confonde con l'Africa, l'ovest è la culla del Marsala e delle grandi bianche siciliane.
Vino e Territorio di Sicilia
Proposte di vini siciliani legati al proprio terroir:
ovest, nord-est e sud-est, tre volti della stessa anima.
Come le tre punte dell'antico simbolo dell'isola, il vino siciliano si racconta in tre grandi territori: ciascuno con la propria terra, i propri vitigni, il proprio carattere.
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Tra saline, vigneti ad alberello e un mare che si confonde con l'Africa, l'ovest è la culla del Marsala e delle grandi bianche siciliane.
Vigne di lava tra i 400 e i 1000 metri, dove il vulcano detta ritmo e mineralità a rossi e bianchi di grande finezza.
Terre calde e generose, patria del Cerasuolo di Vittoria e di rossi caldi come la pietra barocca che li circonda.
Alcune etichette che raccontano bene ogni territorio.
Vinacria ha origine a Marsala, territorio con la maggiore estensione di superficie vitata della Sicilia, cuore pulsante della viticoltura siciliana e culla del celebre vino DOC. Nel 2013, la nomina della città a Città Europea del Vino da parte della rete RECEVIN ha celebrato una tradizione enologica che oggi conta circa 55 cantine attive e oltre 50 milioni di litri prodotti all'anno.
Proprio da questa fermentazione culturale nasce il nome Vinacria: la perfetta fusione tra il nettare della terra e la Trinacria, l'antico simbolo della Sicilia. Un marchio registrato che valorizza l'enoturismo siciliano e racconta il vino dell'isola mantenendo indissolubile il legame con la propria terra d'origine.
È tra le mura storiche dell'Antico Mercato di Marsala, nel cuore vivo della città, che sono nati i primi eventi Vinacria. Un luogo unico e pulsante, dove la cultura enogastronomica, la vivacità del territorio e il racconto del vino si sono incontrati per la prima volta.
Oggi meta quotidiana per l'acquisto del pesce fresco e dei migliori prodotti ortofrutticoli locali, questo spazio iconico racchiude tra le sue pietre una storia secolare affascinante, legata a doppio filo all'evoluzione urbanistica e sociale della città.
Adiacente al Palazzo dei Pubblici Uffici, l'Antico Mercato è parte integrante di un isolato imponente ed austero. La sua costruzione ebbe inizio nel 1576 e si completò nel 1591 con una funzione ben precisa: ospitare le truppe e la guarnigione spagnola.
Negli anni precedenti, infatti, l'alloggio dei soldati nelle abitazioni private aveva causato gravi violenze e devastazioni, sfociate persino in una terribile pestilenza. Con la fine dell'epidemia, la comunità deliberò la creazione di un quartiere militare autonomo per evitare la funesta promiscuità tra la soldatesca e i cittadini, molti dei quali avevano abbandonato la città.
Progettato per la sua ampiezza a dare ricovero a ben 400 cavalli, il complesso ha attraversato oltre quattro secoli di trasformazioni, evolvendosi da avamposto di difesa a vivace centro di vita cittadina e custode dell'identità marsalese.